Capitano, o mio capitano!

Capitano, o mio capitano!

CAPITANO, O MIO CAPITANO

Non dirmi che non ha mai sentito questa frase… Non hai mai visto il film “L’attimo fuggente”?

Ma soprattutto cosa c’entra questo con il (web) Marketing? 

Dovete sapere che sono un amante dei film, mi piace tantissimo guardarli, ma soprattutto mi piace riguardarli per cogliere dettagli che alla prima visione mi sono sfuggiti.

Credo di aver visto “L’attimo fuggente” almeno 10 volte e ogni volta è riuscito a mostrarmi dettagli nuovi.

L’ultima volta che l’ho visto mi sono concentrato sul significato di una scena che non avevo mai associato al business:
 
 
“Dobbiamo ricordarci di guardare le cose da angolazioni diverse”
 
 

Il professor Keating (Robin Williams) chiede ai suoi alunni di fare una cosa semplicissima, salire sulla cattedra per capire cosa si prova a guardare le cose da prospettive diverse.

Boom! SEMPLICE E ALLO STESSO TEMPO ANOMALO E STRANO!

Ognuno di noi conosce alla perfezione la propria azienda. Cosa produciamo, quanto produciamo, quanto vendiamo, ecc…

Siamo talmente concentrati su quello che accade dentro la nostra azienda che spesso dimentichiamo di vestire “il cappello da cliente” per capire come veniamo visti all’esterno.

Ci mettiamo tempo, denaro, dedizione e fatica per fare in modo che tutto all’interno funzioni alla perfezione. Molto spesso però non analizziamo la nostra azienda da una prospettiva diversa, quella esterna.

Lavoriamo sodo per fare in modo che tutto sia perfetto, ma nella maggior parte dei casi anche i nostri concorrenti lo fanno.

In un mondo sovraesposto ad offerte, la nostra azienda com’è percepita?

Se tu dovessi acquistare un prodotto come il tuo, quali domande ti faresti? Compreresti da te? Avresti sufficienti informazioni per decidere di acquistare da te piuttosto che da un altro?

Sono tante le domande che possiamo farci per “guardare le cose da un’altra angolazione”

Domande come:

  • come vengono a conoscenza della mia offerta i miei potenziali clienti?
  • qual è la qualità che mi fa preferire ai miei concorrenti?
  • perché dovrebbero acquistare proprio da me?
  • i potenziali clienti mi trovano?
  • è chiaro quello che faccio?

E via così…

Un mese fa sono stato al mare con la mia famiglia in Sardegna.
Non chiedermi perché, mi ero fissato di voler fare un’escursione in gommone, sai, una di quelle con lo skipper a bordo. L’escursione è durata mezza giornata con pranzo al sacco e toccava diversi punti tra cui l’isola di Tavolara e quella di Molara (bellissime).

Durante l’escursione parlo con lo skipper e scopro che è il titolare dell’azienda. Possiedono 4 gommoni, pedalò e hanno la concessione per sdraio e ombrelloni alla spiaggia della Cinta (una vera rarità).

Gli dico che per trovare informazioni sull’escursione mi ci sono dovuto imbattere fisicamente sulla spiaggia, perché al villaggio nessuno ne aveva parlato e nessuno ne sapeva granché.

Lui inizia a raccontarmi dei suoi fantastici gommoni, della potenza dei motori e della comodità del suo ultimo acquisto e, ultimo ma non ultimo, delle attrezzature dei suoi concorrenti, a suo dire molto più scarse delle sue.

Cambiamo angolazione!

L’escursione è stata bellissima per tutti i 14 partecipanti, non per la comodità del gommone e nemmeno per la bravura dello skipper nella guida del super gommone con millemila cavalli, ma per l’esperienza che ci ha fatto vivere:

  • bagni in acqua cristallina
  • moltissimi pesci che dalla spiaggia non si vedono
  • alcune grotte nascoste tra le onde
  • un relitto
  • la bellezza della natura selvaggia

Ecco, su questo dovrebbe concentrarsi il nostro skipper/imprenditore, sull’esperienza che i suoi ospiti vivranno e comunicarlo attraverso diversi canali, come per esempio:

  • On-line (Sito, Social e Blog)
  • Off-line (partnership con villaggi, discoteche, bar e ristoranti della zona)

Insomma sfruttando i presidi utilizzati dai potenziali clienti, mettendosi nei loro panni e spiegando loro “il viaggio”.

Invece? L’unico modo che ho avuto per conoscerli è stato sbatterci contro sulla spiaggia.

Peccato! Perché è stata un’esperienza davvero indimenticabile.
 
sardegna-isola-tavolare-1

QUINDI COME FARE?

Non esiste la ricetta magica, posso però raccontarti come io e Francesco abbiamo iniziato a “guardare le cose da una prospettiva diversa”.

Ricordo nitidamente il momento in cui ci hanno fatto notare questa cosa, non è stato durante i tanti corsi di formazione che di solito seguiamo: era il 2010 e il nostro responsabile di allora (io e Francesco lavoriamo insieme dal 2001) un giorno ci convocò e ci disse:

“Ho bisogno che mi facciate un’analisi del reparto di produzione”.

Io e Francesco ci siamo guardati stupiti.
Noi lavoravamo nell’IT e non conoscevamo i dettagli della produzione.

Fu in quel momento che ci disse:

“Proprio perché non lavorate costantemente su quest’area che ho bisogno di voi.
Mi serve qualcuno che non conosca i dettagli, ma che sappia lavorare con testa e numeri in modo che possa trovare particolari che per noi che ci lavoriamo da anni sono ormai invisibili”.

Questo episodio ci accompagna da allora e ci aiuta ogni giorno a

“guardare le cose da una prospettiva diversa”.

Ogni volta che analizziamo un cliente ci poniamo diverse domande, che anche tu dovresti porti:

  1. rispondo alle domande che i miei possibili clienti si pongono e cercano?
  2. il mio prodotto/servizio è chiaro al mio cliente?
  3. riesco a spiegare quel che faccio in max 10/15 parole?
  4. quali sono i canali attraverso i quali i miei possibili clienti vengono in contatto con la mia azienda?
  5. riesco a far percepire ai miei possibili clienti i benefici che otterranno dalla mia proposta?
  6. cosa fanno i miei concorrenti che io non faccio?
  7. come immagino la mia azienda tra 5 e 10 anni?
  8. che differenza c’è tra il mio prodotto/servizio e quello dei miei concorrenti
  9. quali e come saranno i clienti del futuro?
  10. quanto investo in formazione, innovazione e marketing

Queste sono solo alcune delle domande che ognuno di noi può e deve porsi.
Sembrano facili e scontate ma, in realtà, rispondere obiettivamente non lo è altrettanto.  

Ritagliati 30’ per dare risposte concrete a queste 10 domande, inizia a guardare le cose da un’angolazione diversa!

A presto

Piersandro

P.S. Se non l’avete visto, vi consiglio di guardare “L’Attimo fuggente” un film davvero molto bello.

P.P.S. Se vi capita di andare in Sardegna, dalle parti di San Teodoro, fate un’escursione in gommone perché è davvero una bellissima esperienza.

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2 risposte a “Capitano, o mio capitano!”

  1. Cristiano ha detto:

    Pensando alle strategie che vogliamo attivare per la nostra azienda, questo articolo mi è stato da stimolo e comunque mi ha dato la possibilità di prendermi 10 minuti per riflettere.

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